Differenze tra app native, web app e sviluppo ibrido

Differenze tra app native, web app e sviluppo ibrido

Le app sono davvero tutte uguali? In questo articolo capiremo insieme le principali differenze tra app native, web app, sviluppo ibrido e ciò che comportano.

Le app sono software, ossia programmi, aventi lo scopo di rendere possibili più funzionalità. Tali funzioni sono selezionabili dall’utente, attraverso l’interfaccia front-end, ovvero mediante ciò che viene presentato sullo schermo del proprio smartphone. 

Una panoramica del mondo web

Ogni azione svolta sul web comporta uno scambio di richieste e di risposte: le prime provengono sempre dal “client“, ossia dall’utente, mentre le risposte provengono sempre dal server (viene definito “server” un computer privo di hardware, connesso permanentemente ad internet). Questo scambio avviene mediante il protocollo HTTP, il protocollo utilizzato appunto per lo scambio di informazioni sul web. Esso è inoltre presente sotto forma di HTTPS, ossia con la protezione di un certificato SSL che garantisce una connessione sicura.  

Ogni volta in cui un utente effettua una ricerca su Google, avviene da parte sua una richiesta di informazioni relativa all’oggetto della ricerca. Tali informazioni vengono offerte dal server di Google che, di conseguenza, provvede a rispondere all’utente. Quando si naviga in internet e si clicca su una notizia, si ripresenta la stessa dinamica; quando si commenta un post su un social network, si condivide un video di YouTube o si realizza un sito web, avviene il medesimo scambio. Gli scambi tra client e server sono ovunque, continui ed infiniti e compongono l’intricata rete internet che conosciamo. 

Un sito web è formato da front-end e back-end. Il primo rappresenta l’interazione dell’utente: l’interfaccia che quest’ultimo visualizza e utilizza per effettuare un’azione, la UX experience – l’esperienza utente – ossia il modo in cui esso si rapporta con il sistema, il design, la fluidità che offre il sito stesso. Il lato front-end è realizzato con linguaggi detti “lato client” ed essi sono HTML, CSS e JS (JavaScript), relativi rispettivamente alla struttura del sito, al design ed alle animazioni.

Il back-end, invece, è la parte nascosta che comprende tutto ciò che fa funzionare le richieste HTTP, i caricamenti ed altre funzionalità. Esso fa parte del lato server ed è basato, dunque, su linguaggi “lato server”; i più famosi sono PHP, Ruby, Phyton, Java, C, C++ e C#.

I file di back-end, nel caso delle app, vengono pre-installati nel dispositivo ed inseriti in una cartella presente in qest’ultimo. Nei siti web, tale cartella è presente nel server. 

App native

Le “app native” sono così chiamate perché vengono realizzate con i linguaggi nativi, determinati dai sistemi operativi. Ad esempio, nel caso di un’app nativa per Android, verrà utilizzato il software “Android Studio“, basato sul linguaggio nativo “Java“. Nel caso, invece, di iOS, come programma si utilizzerà “X Code“, basato sul linguaggio nativo di Apple “Swift“. 

Data tale caratteristica, quello nativo è un tipo di sviluppo molto costoso che, tuttavia, sfrutta al massimo le risorse del dispositivo – quali CPU, RAM e memoria – per amplificare le prestazioni. 

Web app

Le “web app” sono app eseguite all’interno di un browser web. Esse fungono da siti web che sfruttano le funzionalità dei browser per funzionare come app native per iOS, Android e desktop. Sono siti che possono essere avviati come app, direttamente dal browser, grazie a due particolarità: utilizzano service worker (script che fa da intermediario tra una web app e la rete) e dispongono di un file manifest (un tipo di documento XML che descrive il contenuto di un’applicazione).

Solitamente, le web app si riconoscono dalle seguenti particolarità: sono mobile friendly; sono protette da HTTPS; ogni pagina ha il proprio URL ed essi vengono caricati ed in seguito usati anche offline; vengono forniti metadati per la schermata “aggiungi ad home” ed il primo caricamento è veloce anche in 3G. 

Sviluppo ibrido

Le app realizzate in “sviluppo ibrido” vengono sviluppate con i linguaggi front-end (HTML, CSS, JS), adattandosi di conseguenza ad ogni tipo di piattaforma. L’app può essere creata con framework js, come ad esempio React, Angular e Vue. I codici che vengono creati mediante tali programmi sono, in seguito, perfezionati con gli strumenti “PhoneGap” o “Cordova“, in grado di convertire le stringhe di codice in prodotto finito: l’app ibrida.

Esso si tratta di un tipo di sviluppo semplice, veloce ed economico perché adattivo. L’app ibrida, tuttavia, rappresenta un prodotto meno performante rispetto alle altre tipologie citate.

Una nuova frontiera: lo sviluppo nativo scritto in linguaggio non nativo

Questa nuova tipologia di sviluppo riguardante le app rappresenta a tutti gli effetti la nuova frontiera tecnologica. Tale scelta di programmazione risulta essere sempre quella migliore, principalmente per questi motivi: il codice viene scritto solo una volta e lo si adatta in modo personalizzato a qualsiasi piattaforma e tale tipologia è più veloce dello sviluppo nativo ed ottiene le performance di uno sviluppo nativo. Solitamente, un’app appartenente a questo genere viene sviluppata con linguaggi quali React Native, Flutter, Xamarin Form e Native Script

La tipologia di sviluppo di un’app va scelta a seconda di molteplici parametri e richieste: affidatevi sempre ad una web agency specializzata che saprà consigliarvi e presentarvi il tipo di sviluppo più adatto alle vostre esigenze. Il mondo app è intricato, talvolta complesso, ma emozionante e mai banale, in grado di trasformare il vostro business. Un’app ben pensata e studiata può rappresentare un trampolino di lancio per voi e la vostra attività. 

Per ulteriori informazioni, visita la nostra pagina https://tarsi.it/app-software.php

Articolo scritto da Beatrice Casarin

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